(ANSA) - ROMA, 8 MAR - ''Attivare subito l'Osservatorio per
monitorare la rappresentazione della donna nel servizio pubblico
radiotelevisivo, cosi' come previsto dal Contratto di servizio
finalmente approvato dal Cda. Convocare l'assemblea della
giornaliste e lanciare un sondaggio all'interno del personale
giornalistico della rai''. Queste le iniziative lanciate dalla
Cpo Usigrai, che si presenta anche con un sito rinnovato
(www.usigrai.it) e un proprio blog in occasione della festa
della donna.
La Rai, rileva ancora l'Usigrai ''la piu' grande azienda
culturale del Paese, deve fare la sua parte: basta ignorare le
donne della realta', basta raccontarle per stereotipi lesivi
della loro dignita', basta utilizzare le donne nei programmi
come soprammobili, rigorosamente giovani, belle e possibilmente
mute. Basta discriminare le dipendenti nelle carriere e basta
penalizzare le conduttrici in base all'eta'''.
La Cpo Usigrai intende convocare l'assemblea delle
giornaliste per avere un confronto aperto tra colleghe,
verificare gli eventuali disagi, capire come migliorare la
qualita' professionale e della vita. E' increscioso che la Rai
non abbia ancora l' asilo nido aziendale. Infine il sondaggio:
in occasione dei cento anni di celebrazione della festa della
donna, la Cpo Usigrai promuove tra i dipendenti giornalisti e
giornaliste, senza distinzione di genere, un sondaggio anonimo.
L'obiettivo e' arrivare ad un identikit piu' dettagliato dei
1.600 giornalisti Rai, di cui circa la meta' donne. Quanti sono
i genitori, se e con quanti figli, quali le condizioni del posto
di lavoro, eventuali discriminazioni e violazioni contrattuali.
(ANSA).
TH
08-MAR-11 13:52 NNNN
Lo spazio di confronto della commissione pari opportunità dell'Unione Sindacale Giornalisti Rai
martedì 8 marzo 2011
UN MODO BIZZARRO PER ‘FESTEGGIARE’ L’8 MARZO
Lettera aperta delle giornaliste del Tg1 al direttore
Caro direttore,
continuare a dividere la redazione tra vecchie e giovani, tra chi e’ in festa (le vecchie ‘signore’ incollate alla conduzione), e chi e’ in lutto (le giovani ‘ragazze’ che tanto aspirerebbero a diventare conduttrici), e’ offensivo per tutte.
Non siamo contrapposte e non e’ corretto che tu provi a metterci l’una contro l’altra.
Usare il criterio dell’eta’ e, come fai tu solo per le donne, e’ fuori dal tempo: ogni eta’ e ogni esperienza professionale ha il suo valore.
L’unico criterio che deve valere anche al Tg1, per tutti, uomini e donne, vecchi e giovani, è quello della professionalita’.
Buon 8 marzo a tutti
ELISA ANZALDO, SIMONA SALA, NATALIA AUGIAS, MARIA LUISA BUSI, LUCIA DURACCIO, CINZIA FIORATO
FELICITA PISTILLI, DONATELLA SCARNATI, MANUELA TALANI, GABRIELLA LEONZI, ALESSANDRA MANCUSO
MARIA GRAZIA MAZZOLA, DANILA BONITO, CARLOTTA ANGELONI, MANUELA LUCCHINI, GIANNA BESSON, IDA PERITORE, KARINA LATERZA, COSTANZA CRESCIMBENI
Caro direttore,
continuare a dividere la redazione tra vecchie e giovani, tra chi e’ in festa (le vecchie ‘signore’ incollate alla conduzione), e chi e’ in lutto (le giovani ‘ragazze’ che tanto aspirerebbero a diventare conduttrici), e’ offensivo per tutte.
Non siamo contrapposte e non e’ corretto che tu provi a metterci l’una contro l’altra.
Usare il criterio dell’eta’ e, come fai tu solo per le donne, e’ fuori dal tempo: ogni eta’ e ogni esperienza professionale ha il suo valore.
L’unico criterio che deve valere anche al Tg1, per tutti, uomini e donne, vecchi e giovani, è quello della professionalita’.
Buon 8 marzo a tutti
ELISA ANZALDO, SIMONA SALA, NATALIA AUGIAS, MARIA LUISA BUSI, LUCIA DURACCIO, CINZIA FIORATO
FELICITA PISTILLI, DONATELLA SCARNATI, MANUELA TALANI, GABRIELLA LEONZI, ALESSANDRA MANCUSO
MARIA GRAZIA MAZZOLA, DANILA BONITO, CARLOTTA ANGELONI, MANUELA LUCCHINI, GIANNA BESSON, IDA PERITORE, KARINA LATERZA, COSTANZA CRESCIMBENI
giovedì 3 marzo 2011
"8 per 100, cento anni di 8 marzo". Radio3 dedica un’intera giornata di programmazione alle donne
Le voci di giovani donne che in un minuto ciascuna racconteranno le loro aspirazioni e speranze, le loro paure o delusioni accompagneranno tutto il palinsesto di Radio3 martedì 8 marzo. La giornata si intitolerà “8 per 100, cento anni di 8 marzo” e sarà l'occasione per ricordare un secolo importante e per sottolineare come in Italia la questione femminile sia ancora, con rinnovata urgenza, al centro del dibattito nazionale.
Radio3 si interrogherà su cosa sta cambiando nel mondo femminile alla luce delle problematiche connesse al lavoro, al corpo, all'evoluzione socio-politica ma anche al ruolo delle donne nelle rivolte del mondo arabo.
Uno speciale di 2 ore dalle 10.00 alle 12.00 condotto da Annamaria Giordano, Rossella Panarese e Giorgio Zanchini fotograferà la situazione del nostro Paese dopo le recenti manifestazioni che hanno visto le donne protagoniste nelle piazze italiane. Interverranno Sara Ventroni, Flavia Perina, Anna Adornato, Ritanna Armeni, Elisabetta Canitano, Ilaria Capua, Fiorella Kostoris, Monica D' Ascenzo e Cecilia Zecchinelli. La congolese Pauline Kashade presenterà la campagna Nobel alle donne africane NOPPAW
L’8 marzo sarà protagonista anche nel pomeriggio: all’interno di “Farhenheit” si verrà letta la storia la storia delle donne attraverso le voci delle donne: la scrittrice Alessandra Gissi sulla storia dell'8 marzo in Italia, la partigiana e storica dell'UDI Marisa Ombra sulla trasformazione dell'immagine femminile nei manifesti pubblicitari dal 1944, mentre Barbara Spinelli, dell’Associazione italiana Giuristi Democratici, approfondirà la questione della CEDAW - Comitato per l'Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne. Poi le testimonianze di alunni e insegnanti che stanno lavorando sul rapporto maschile-femminile in classe e gli interventi delle economiste Elena Sosti e Beatrice Costa. Il “Libro del Giorno” sarà “La Merla”, di Caterina Cavina e non mancheranno le voci di altre scrittrici come Michela Murgia, Silvia Dai Pra' e Maria Pia Veladiano.
Alle 20.00 sarà “Radio3Suite” a celebrare i cento anni della festa della donna con la proposta di uno spettacolo teatrale tutto al femminile: “Libere”, scritto da Cristina Comencini e diretto da Francesca Comencini, con Lunetta Savinio e Isabella Ragonese. Lo spettacolo nasce da un gruppo di donne che ha sentito, costituendo anche un'associazione, l'urgenza di esprimere sdegno, fatica e angoscia di fronte a un Paese dove proprio le donne hanno una rappresentazione pubblica avvilita, offesa, degradata, continuamente sospinta indietro, verso confini che sembravano superati da anni. Sulla scena una donna in là con gli anni e una lunga esperienza nella riflessione femminile, e una giovane, inizialmente diffidente, che però dialogano ritrovandosi alla fine idealmente più vicine.
Alle 21.00, in diretta dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, “Lezioni di Tenebra” della compositrice contemporanea Lucia Ronchetti, riduzione dal Giasone di Francesco Cavalli, libretto di Giacinto Andrea Cicognini. Un'opera commissionata dal Berlin Konzerthaus e Fondazione Musica per Roma che vede protagonisti il soprano Katia Guedes e il controtenore Daniel Gloger.
Radio3 si interrogherà su cosa sta cambiando nel mondo femminile alla luce delle problematiche connesse al lavoro, al corpo, all'evoluzione socio-politica ma anche al ruolo delle donne nelle rivolte del mondo arabo.
Uno speciale di 2 ore dalle 10.00 alle 12.00 condotto da Annamaria Giordano, Rossella Panarese e Giorgio Zanchini fotograferà la situazione del nostro Paese dopo le recenti manifestazioni che hanno visto le donne protagoniste nelle piazze italiane. Interverranno Sara Ventroni, Flavia Perina, Anna Adornato, Ritanna Armeni, Elisabetta Canitano, Ilaria Capua, Fiorella Kostoris, Monica D' Ascenzo e Cecilia Zecchinelli. La congolese Pauline Kashade presenterà la campagna Nobel alle donne africane NOPPAW
L’8 marzo sarà protagonista anche nel pomeriggio: all’interno di “Farhenheit” si verrà letta la storia la storia delle donne attraverso le voci delle donne: la scrittrice Alessandra Gissi sulla storia dell'8 marzo in Italia, la partigiana e storica dell'UDI Marisa Ombra sulla trasformazione dell'immagine femminile nei manifesti pubblicitari dal 1944, mentre Barbara Spinelli, dell’Associazione italiana Giuristi Democratici, approfondirà la questione della CEDAW - Comitato per l'Eliminazione delle Discriminazioni contro le Donne. Poi le testimonianze di alunni e insegnanti che stanno lavorando sul rapporto maschile-femminile in classe e gli interventi delle economiste Elena Sosti e Beatrice Costa. Il “Libro del Giorno” sarà “La Merla”, di Caterina Cavina e non mancheranno le voci di altre scrittrici come Michela Murgia, Silvia Dai Pra' e Maria Pia Veladiano.
Alle 20.00 sarà “Radio3Suite” a celebrare i cento anni della festa della donna con la proposta di uno spettacolo teatrale tutto al femminile: “Libere”, scritto da Cristina Comencini e diretto da Francesca Comencini, con Lunetta Savinio e Isabella Ragonese. Lo spettacolo nasce da un gruppo di donne che ha sentito, costituendo anche un'associazione, l'urgenza di esprimere sdegno, fatica e angoscia di fronte a un Paese dove proprio le donne hanno una rappresentazione pubblica avvilita, offesa, degradata, continuamente sospinta indietro, verso confini che sembravano superati da anni. Sulla scena una donna in là con gli anni e una lunga esperienza nella riflessione femminile, e una giovane, inizialmente diffidente, che però dialogano ritrovandosi alla fine idealmente più vicine.
Alle 21.00, in diretta dall'Auditorium Parco della Musica di Roma, “Lezioni di Tenebra” della compositrice contemporanea Lucia Ronchetti, riduzione dal Giasone di Francesco Cavalli, libretto di Giacinto Andrea Cicognini. Un'opera commissionata dal Berlin Konzerthaus e Fondazione Musica per Roma che vede protagonisti il soprano Katia Guedes e il controtenore Daniel Gloger.
DONNE FUORI DAI LUOGHI COMUNI
associazione stampa romana
CRONACHE MIGRANTI
Donne fuori dai luoghi comuni
Prima Convention internazionale delle reti indipendenti di giornaliste
con ottica di genere e delle associazioni mediterranee
Vademecum
la convention
un luogo aperto di confronto e discussione tra giornaliste e società civile delle donne
ambito territoriale
Roma, il Lazio, le province - Barcellona, la Catalunya, le province
quando
il 4 e 5 marzo 2011
dove
a Roma,
il 4 marzo presso la Sala Conferenze della Federazione Stampa Nazionale Italiana in Corso Vittorio Emanuele 349
il 5 marzo presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, Provincia di Roma, via IV Novembre 119
chi partecipa
reti indipendenti di giornaliste nazionali ed internazionali, università, osservatori Donne e Media, associazioni, reti, gruppi, fondazioni, donne delle istituzioni, esperte, commissioni e consulte pari opportunità, consigliere del lavoro
come si partecipa
con contributi liberi sui temi indicati nel programma, durata max 10’ per consentire una partecipazione più plurale possibile,
con la partecipazione alla discussione sulle proposte ed azioni emerse
di cosa hai bisogno
la Sala Conferenze della Federazione Stampa Nazionale Italiana è attrezzata per la proiezione di video, foto, slide
presentazione della tua attività
è allestito un tavolo per la diffusione di riviste, libri, materiali cartacei, dvd
la presentazione dell’evento
conferenza stampa il 3 marzo 2011, alle ore 14,00 presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, Palazzo Madama
Info
Associazione Stampa Romana 06.684027302-304.
CRONACHE MIGRANTI
Donne fuori dai luoghi comuni
Prima Convention internazionale delle reti indipendenti di giornaliste
con ottica di genere e delle associazioni mediterranee
Vademecum
la convention
un luogo aperto di confronto e discussione tra giornaliste e società civile delle donne
ambito territoriale
Roma, il Lazio, le province - Barcellona, la Catalunya, le province
quando
il 4 e 5 marzo 2011
dove
a Roma,
il 4 marzo presso la Sala Conferenze della Federazione Stampa Nazionale Italiana in Corso Vittorio Emanuele 349
il 5 marzo presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini, Provincia di Roma, via IV Novembre 119
chi partecipa
reti indipendenti di giornaliste nazionali ed internazionali, università, osservatori Donne e Media, associazioni, reti, gruppi, fondazioni, donne delle istituzioni, esperte, commissioni e consulte pari opportunità, consigliere del lavoro
come si partecipa
con contributi liberi sui temi indicati nel programma, durata max 10’ per consentire una partecipazione più plurale possibile,
con la partecipazione alla discussione sulle proposte ed azioni emerse
di cosa hai bisogno
la Sala Conferenze della Federazione Stampa Nazionale Italiana è attrezzata per la proiezione di video, foto, slide
presentazione della tua attività
è allestito un tavolo per la diffusione di riviste, libri, materiali cartacei, dvd
la presentazione dell’evento
conferenza stampa il 3 marzo 2011, alle ore 14,00 presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, Palazzo Madama
Info
Associazione Stampa Romana 06.684027302-304.
giovedì 10 febbraio 2011
CI SIAMO ANCHE NOI
CASO RUBY: CPO USIGRAI, IN PIAZZA CON LE DONNE, COPERTURA TV SIA MASSIMA =
COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' DEL SINDACATO SI RIVOLGE AI
VERTICI AZIENDALI
Roma, 10 feb. (Adnkronos) - La Commissione Pari Opportunita'
dell'Usigrai aderisce alla manifestazione delle donne del 13 febbraio
e chiede che l'iniziativa abbia la massima copertura televisiva.
"Domenica prossima a Roma, Milano e in tante altre piazze d'Italia -
scrive il sindacato - le donne manifesteranno senza simboli di partito
per dire che la dignita' e' un bene indisponibile e che l'Italia non
e' un paese per donne. La Rai, quella che era e che deve tornare ad
essere la piu' grande azienda culturale del paese, non puo' essere
assente".
La Commissione chiede, quindi, ai vertici aziendali, ai
direttori di testata e di rete di poter "garantire la massima
copertura possibile delle manifestazioni. E con esse le richieste e le
istanze che vengono dalle donne. Come lavoratrici del servizio
pubblico radiotelevisivo - osserva - da tempo riteniamo che la Rai non
riesca a rappresentare un'immagine della donna rispettosa della
realta'. Le donne che studiano, che lavorano, che faticano e fanno
carriere, le piu' diverse e con le sole proprie capacita'. In un paese
dove aumenta la disoccupazione femminile, la rete di welfare e'
insufficiente, scarseggiano gli asili nido (da anni chiediamo ne venga
realizzato uno in Rai) un paese, non a caso, con la percentuale di
natalita' piu' bassa in Europa e dove si moltiplicano i casi di
violenza sulle donne".
"Cio' nonostante - fa notare la Commissione Pari Opportunita' -
la programmazione della Rai mostra scarsa attenzione a queste
problematiche e non riesce a discostarsi da un'immagine della donna
stereotipata: bella, giovane, seducente, possibilmente svestita e con
una funzione ornamentale. Le professioniste con qualche ruga in piu'
vengono, di fatto, emarginate, anche dalle conduzioni. L'esperienza
sta diventando un inutile orpello. Il 13 febbraio vorremmo la Rai, la
nostra azienda,dalla nostra parte e dalle parte degli utenti del
servizio pubblico radiotelevisivo".
(Spe/Gs/Adnkronos)
10-FEB-11 16:00
NNNN
COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA' DEL SINDACATO SI RIVOLGE AI
VERTICI AZIENDALI
Roma, 10 feb. (Adnkronos) - La Commissione Pari Opportunita'
dell'Usigrai aderisce alla manifestazione delle donne del 13 febbraio
e chiede che l'iniziativa abbia la massima copertura televisiva.
"Domenica prossima a Roma, Milano e in tante altre piazze d'Italia -
scrive il sindacato - le donne manifesteranno senza simboli di partito
per dire che la dignita' e' un bene indisponibile e che l'Italia non
e' un paese per donne. La Rai, quella che era e che deve tornare ad
essere la piu' grande azienda culturale del paese, non puo' essere
assente".
La Commissione chiede, quindi, ai vertici aziendali, ai
direttori di testata e di rete di poter "garantire la massima
copertura possibile delle manifestazioni. E con esse le richieste e le
istanze che vengono dalle donne. Come lavoratrici del servizio
pubblico radiotelevisivo - osserva - da tempo riteniamo che la Rai non
riesca a rappresentare un'immagine della donna rispettosa della
realta'. Le donne che studiano, che lavorano, che faticano e fanno
carriere, le piu' diverse e con le sole proprie capacita'. In un paese
dove aumenta la disoccupazione femminile, la rete di welfare e'
insufficiente, scarseggiano gli asili nido (da anni chiediamo ne venga
realizzato uno in Rai) un paese, non a caso, con la percentuale di
natalita' piu' bassa in Europa e dove si moltiplicano i casi di
violenza sulle donne".
"Cio' nonostante - fa notare la Commissione Pari Opportunita' -
la programmazione della Rai mostra scarsa attenzione a queste
problematiche e non riesce a discostarsi da un'immagine della donna
stereotipata: bella, giovane, seducente, possibilmente svestita e con
una funzione ornamentale. Le professioniste con qualche ruga in piu'
vengono, di fatto, emarginate, anche dalle conduzioni. L'esperienza
sta diventando un inutile orpello. Il 13 febbraio vorremmo la Rai, la
nostra azienda,dalla nostra parte e dalle parte degli utenti del
servizio pubblico radiotelevisivo".
(Spe/Gs/Adnkronos)
10-FEB-11 16:00
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martedì 1 febbraio 2011
SONO DONNA E DICO BASTA
RUBY: CAMUSSO (CGIL), PAESE SI INDIGNI PER DONNE OGGETTO
(ANSA) - GENOVA, 26 GEN - ''In Italia si sta costruendo l'idea
che le donne sono semplicemente l'equivalente di una mazzetta,
di una forma di corruzione''. Lo ha affermato il segretario
generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta sul caso Ruby
a margine della elezione del nuovo segretario della Camera del
Lavoro di Genova.
''Le donne in Italia stanno venendo oggettivizzate - ha
denunciato Camusso - si sta separando i loro compiti dalle loro
menti, una formula contraria alla liberta' e alla democrazia,
che rispecchia quale opinione ha il governo di piu' della meta'
del Paese: le donne, diventate un oggetto''.
''Non voglio discutere di gioielli o donazioni - ha ribadito
Camusso - non ho nessuna curiosita', vorrei invece discutere
della capacita' di un Paese di indignarsi, della capacita' degli
uomini di questo Paese, che mi piacerebbe ci fosse, di dire:
'noi non ci riconosciamo'''.
''La situazione e' davvero molto grave - ha aggiunto - il
capo del governo e il governo stanno facendo un gravissimo torto
all'Italia, basta scorrere qualsiais giornale o trasmissione tv
straniera per capire il danno d'immagine ed economico fatto
all'Italia dal caso Ruby''.
''Ai tanti che dicevano che il tema e' quello dell'attrazione
degli investimenti esteri in Italia - ha concluso - chiedo se fa
piu' danno un'immagine di questo tipo o i lavoratori che
difendono i loro diritti. In un caso siamo nella dignita' della
persona, nell'altro siamo in un'idea da dittatura dello Stato
libero di bananas''.(ANSA).
YTM-GTT
26-GEN-11 12:53 NNNN
RUBY: A NAPOLI IN PROGRAMMA VENERDI' VEGLIA DAVANTI AL DUOMO
COMITATO DI LAICI CATTOLICI DICE BASTA 'A SQUALLIDO SPETTACOLO'
(ANSA) - NAPOLI, 1 FEB - Il caso Ruby porta in piazza i laici
cattolici napoletani. E' stata indetta per venerdi' 4 febbraio
dal comitato ''Etica e speranza'' una veglia davanti al Duomo di
Napoli per dire basta ''allo squallido spettacolo offerto da
autorevoli rappresentanti della vita politica italiana''. Al
comitato aderiscono persone impegnate in prima linea nelle
parrocchie della Diocesi in cui svolgono quotidianamente
attivita' con intenti educativi e formativi delle coscienze dei
giovani.
Una manifestazione silenziosa che ha inoltre l'intento di
chiedere al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, come si legge
in una nota, ''di unire la sua autorevole voce a quella di tanti
cattolici che assistono sgomenti allo spettacolo offerto da
autorevoli rappresentanti della vita politica italiana''. E
all'Arcivescovo, il comitato ha inviato una lettera in cui si
spiegano le ragioni della loro richiesta. ''Ci rivolgiamo a lei
- dice la missiva - perche' profondamente turbati e confusi
dalle vicende che riguardano la vita politica nazionale e siamo
sconcertati dal silenzio che sembra circondare queste orribili
vicende. Noi auspichiamo - prosegue il messaggio - che si
sollevi dalla nostra citta' una voce forte a spezzare la lordura
che ha invaso l'etica pubblica e speriamo che questa voce
affermi che tali vicende e i suoi protagonisti rappresentano un
cancro da estirpare e non un ostacolo da aggirare''.
L'iniziativa e' aperta a tutti e rivolta, spiega Antonio
Nocchetti tra i promotori, ''a chiunque in questa citta' pensi
che un'altra politica sia possibile, a chi ha quella
sensibilita' cristiana che lo porta a sentire imbarazzo e un
malessere interno per quanto vediamo e ascoltiamo tutti i
giorni''.
Al cardinale, infine, i laici chiedono ''di accompagnarci
nella richiesta immediata di dimissioni da ogni incarico
politico per chi e' coinvolto in torbide vicende come il nostro
attuale presidente del consiglio e l'allontanamento dalla
politica di quanti sono investiti da inchieste giudiziarie sui
rapporti con la malavita organizzata''.(ANSA).
YKN-LN
01-FEB-11 19:30 NNNN
RUBY: DONNE MANIFESTANO PER PROTESTA SABATO A MILANO
(ANSA) - MILANO, 25 GEN - Una manifestazione ''per ridare
dignita' all'Italia'' e' stata organizzata per sabato prossimo a
Milano da alcune donne, tra cui la scrittrice Iaia Caputo e la
professoressa di diritto costituzionale Marilisa D'Amico.
''Ci saremo con le nostre facce, le facce delle donne
italiane, quelle della realta''', spiegano le promotrici,
aggiungendo in riferimento al caso Ruby che ''quel che accade
nel nostro Paese offende le donne''.
Alla manifestazione le donne indosseranno una ''sciarpa
bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese''. Le
organizzatrici parlano di ''moltissime adesioni che continuano
ad arrivare all'appello per ridare dignita' all'Italia''.
Spiegano inoltre che si appunteranno ''sulla giacca una
fotocopia della nostra carta d'identita' con su scritto chi
siamo: cassaintegrate, commesse, ricercatrici precarie, artiste,
studentesse, registe, operaie e giornaliste, per dire la forza
che rappresentiamo'' e per dare ''una spallata'' al ''capo
supremo di questa telecrazia autoritaria, eversiva e misogina''.
(ANSA).
Y6N-RT/LP
25-GEN-11 17:28 NNNN
R POL S0A QBXB
RUBY: DONNE IN PIAZZA A MILANO CON SCIARPA BIANCA DEL LUTTO
(ANSA) - MILANO, 29 GEN - Sono arrivate in piazza della Scala
con una sciarpa bianca simbolo del lutto per lo stato del Paese,
le donne che oggi partecipano alla manifestazione di protesta
organizzata a Milano. Con loro, pero', anche tanti uomini.
L'adesione dei partiti del centrosinistra, della Cgil e di tante
associazioni femminili. Molti sono arrivati con cartelli con
scritte come 'Ilda sei grande, questa piazza ti chiede di
resistere', o 'Non voglio passare dalle stanze di Arcore per
fare politica'.
La prima a prendere la parola e' stata la direttrice
dell'Unita', Concita De Gregorio, che tra le risate, ha iniziato
il suo intervento dicendo che avrebbe voluto cominciare
dichiarandosi ''la nipote di Indira Ghandi''. ''Dobbiamo dire
alle ragazze - ha osservato - che prostituirsi non e' l'unico
modo per campare''. (ANSA).
MF/FRF
29-GEN-11 15:51 NNNN
(ANSA) - GENOVA, 26 GEN - ''In Italia si sta costruendo l'idea
che le donne sono semplicemente l'equivalente di una mazzetta,
di una forma di corruzione''. Lo ha affermato il segretario
generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta sul caso Ruby
a margine della elezione del nuovo segretario della Camera del
Lavoro di Genova.
''Le donne in Italia stanno venendo oggettivizzate - ha
denunciato Camusso - si sta separando i loro compiti dalle loro
menti, una formula contraria alla liberta' e alla democrazia,
che rispecchia quale opinione ha il governo di piu' della meta'
del Paese: le donne, diventate un oggetto''.
''Non voglio discutere di gioielli o donazioni - ha ribadito
Camusso - non ho nessuna curiosita', vorrei invece discutere
della capacita' di un Paese di indignarsi, della capacita' degli
uomini di questo Paese, che mi piacerebbe ci fosse, di dire:
'noi non ci riconosciamo'''.
''La situazione e' davvero molto grave - ha aggiunto - il
capo del governo e il governo stanno facendo un gravissimo torto
all'Italia, basta scorrere qualsiais giornale o trasmissione tv
straniera per capire il danno d'immagine ed economico fatto
all'Italia dal caso Ruby''.
''Ai tanti che dicevano che il tema e' quello dell'attrazione
degli investimenti esteri in Italia - ha concluso - chiedo se fa
piu' danno un'immagine di questo tipo o i lavoratori che
difendono i loro diritti. In un caso siamo nella dignita' della
persona, nell'altro siamo in un'idea da dittatura dello Stato
libero di bananas''.(ANSA).
YTM-GTT
26-GEN-11 12:53 NNNN
RUBY: A NAPOLI IN PROGRAMMA VENERDI' VEGLIA DAVANTI AL DUOMO
COMITATO DI LAICI CATTOLICI DICE BASTA 'A SQUALLIDO SPETTACOLO'
(ANSA) - NAPOLI, 1 FEB - Il caso Ruby porta in piazza i laici
cattolici napoletani. E' stata indetta per venerdi' 4 febbraio
dal comitato ''Etica e speranza'' una veglia davanti al Duomo di
Napoli per dire basta ''allo squallido spettacolo offerto da
autorevoli rappresentanti della vita politica italiana''. Al
comitato aderiscono persone impegnate in prima linea nelle
parrocchie della Diocesi in cui svolgono quotidianamente
attivita' con intenti educativi e formativi delle coscienze dei
giovani.
Una manifestazione silenziosa che ha inoltre l'intento di
chiedere al cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, come si legge
in una nota, ''di unire la sua autorevole voce a quella di tanti
cattolici che assistono sgomenti allo spettacolo offerto da
autorevoli rappresentanti della vita politica italiana''. E
all'Arcivescovo, il comitato ha inviato una lettera in cui si
spiegano le ragioni della loro richiesta. ''Ci rivolgiamo a lei
- dice la missiva - perche' profondamente turbati e confusi
dalle vicende che riguardano la vita politica nazionale e siamo
sconcertati dal silenzio che sembra circondare queste orribili
vicende. Noi auspichiamo - prosegue il messaggio - che si
sollevi dalla nostra citta' una voce forte a spezzare la lordura
che ha invaso l'etica pubblica e speriamo che questa voce
affermi che tali vicende e i suoi protagonisti rappresentano un
cancro da estirpare e non un ostacolo da aggirare''.
L'iniziativa e' aperta a tutti e rivolta, spiega Antonio
Nocchetti tra i promotori, ''a chiunque in questa citta' pensi
che un'altra politica sia possibile, a chi ha quella
sensibilita' cristiana che lo porta a sentire imbarazzo e un
malessere interno per quanto vediamo e ascoltiamo tutti i
giorni''.
Al cardinale, infine, i laici chiedono ''di accompagnarci
nella richiesta immediata di dimissioni da ogni incarico
politico per chi e' coinvolto in torbide vicende come il nostro
attuale presidente del consiglio e l'allontanamento dalla
politica di quanti sono investiti da inchieste giudiziarie sui
rapporti con la malavita organizzata''.(ANSA).
YKN-LN
01-FEB-11 19:30 NNNN
RUBY: DONNE MANIFESTANO PER PROTESTA SABATO A MILANO
(ANSA) - MILANO, 25 GEN - Una manifestazione ''per ridare
dignita' all'Italia'' e' stata organizzata per sabato prossimo a
Milano da alcune donne, tra cui la scrittrice Iaia Caputo e la
professoressa di diritto costituzionale Marilisa D'Amico.
''Ci saremo con le nostre facce, le facce delle donne
italiane, quelle della realta''', spiegano le promotrici,
aggiungendo in riferimento al caso Ruby che ''quel che accade
nel nostro Paese offende le donne''.
Alla manifestazione le donne indosseranno una ''sciarpa
bianca del lutto per lo stato in cui versa il Paese''. Le
organizzatrici parlano di ''moltissime adesioni che continuano
ad arrivare all'appello per ridare dignita' all'Italia''.
Spiegano inoltre che si appunteranno ''sulla giacca una
fotocopia della nostra carta d'identita' con su scritto chi
siamo: cassaintegrate, commesse, ricercatrici precarie, artiste,
studentesse, registe, operaie e giornaliste, per dire la forza
che rappresentiamo'' e per dare ''una spallata'' al ''capo
supremo di questa telecrazia autoritaria, eversiva e misogina''.
(ANSA).
Y6N-RT/LP
25-GEN-11 17:28 NNNN
R POL S0A QBXB
RUBY: DONNE IN PIAZZA A MILANO CON SCIARPA BIANCA DEL LUTTO
(ANSA) - MILANO, 29 GEN - Sono arrivate in piazza della Scala
con una sciarpa bianca simbolo del lutto per lo stato del Paese,
le donne che oggi partecipano alla manifestazione di protesta
organizzata a Milano. Con loro, pero', anche tanti uomini.
L'adesione dei partiti del centrosinistra, della Cgil e di tante
associazioni femminili. Molti sono arrivati con cartelli con
scritte come 'Ilda sei grande, questa piazza ti chiede di
resistere', o 'Non voglio passare dalle stanze di Arcore per
fare politica'.
La prima a prendere la parola e' stata la direttrice
dell'Unita', Concita De Gregorio, che tra le risate, ha iniziato
il suo intervento dicendo che avrebbe voluto cominciare
dichiarandosi ''la nipote di Indira Ghandi''. ''Dobbiamo dire
alle ragazze - ha osservato - che prostituirsi non e' l'unico
modo per campare''. (ANSA).
MF/FRF
29-GEN-11 15:51 NNNN
venerdì 21 gennaio 2011
"IL GIUDICE HA DECISO CHE DEVO LAVORARE"
Nessuna lesa autonomia del direttore, nessun trionfo della gerontocrazia,nessun baronato,nessuna inamovibilità del conduttore. L’ordinanza con la quale sono stata reintegrata nei ruoli che svolgevo al Tg1 prima della mia brutale rimozione, ha semplicemente stabilito che non posso stare senza lavorare e che mi devono essere assegnate mansioni adeguate alle mia professionalità di cui la conduzione è una componente molto importante.
In un anno e mezzo di direzione Minzolini la Rai non ha potuto mostrare al giudice alcun documento che provasse il mio utilizzo,nessuna trasferta tranne quella ordinatami in fretta e furia a novembre quando la direzione- solo dopo essere venuta a conoscenza della mia causa e dell’udienza fissata per il 26 novembre scorso- mi ha chiesto di sostituire per 15 giorni il corrispondente di New York. Per dimostrare la mia totale disponibilità sono partita chiedendo al giudice un rinvio dell’udienza, che avevo atteso con ansia. Il foglio di viaggio a New York, è stato l’unico documento esibito come prova del mio utilizzo in un anno e mezzo. Un po’ poco e anche un po’ troppo costoso visto che sono regolarmente pagata tutti i mesi.
Il giudice ha deciso che non posso stare dietro una scrivania senza fare niente. Devo lavorare e poiché dopo la rimozione dai ruoli che ricoprivo al Tg1 non mi è stata fatta alcuna proposta seria equivalente, e proprio perché i giudici non possono stabilire gli organigrammi né gli incarichi, per il momento devo tornare a svolgere quello che facevo, in attesa che la Rai mi proponga un nuovo ruolo equivalente. Chi parla di inamovibilità è in mala fede.
Sono stati mesi di grande solitudine e di dolorosa umiliazione che ancora continua a causa delle dichiarazioni del direttore Minzolini. Umiliazione come giornalista, che si è vista all’improvviso estromessa senza una ragione professionale dal lavoro quotidiano e umiliazione come donna accusata pubblicamente sui giornali di essere vecchia e colpevole solo di avere lavorato per 30 anni, in più ruoli, nella stessa testata giornalistica.
Mi chiedo perché questo debba essere ritenuto una colpa. E mi chiedo anche quanto maschilismo ci sia nelle considerazioni di Minzolini sulla mia persona e quanta superficialità traspaia quando parlando della mia rimozione usa la discriminazione per età pensando che sia meno grave della discriminazione politica. Roba da far ricorrere di nuovo ad un giudice per violazione della legge sulla parità per ragioni di età, come già sperimentato in Gran Bretagna da alcune colleghe giornaliste televisive. Per il momento è la Rai che ha annunciato ricorso contro l’ordinanza. Speravo non accadesse, perché preferirei concentrarmi di nuovo sulle notizie e non sulle carte giudiziarie.
A differenza di Minzolini, io ho lavorato al fianco dei colleghi illustri che cita in continuazione in questi giorni, quando mi offende dalle pagine dei giornali, accusandomi di ostacolare il ringiovanimento. Vorrei ricordargli che Bruno Vespa ha smesso di condurre il Tg1 perché ne è diventato il direttore e continua ad andare in video 4 sere alla settimana ancora oggi, che Paolo Frajese, grande professionista purtroppo morto troppo presto, lasciò la conduzione quando fu nominato capo della sede di Parigi,che Angela Buttiglione diventò direttore di Rai International,che Borrelli fu anche lui nominato direttore del Tg1. Nessuno di loro è stato umiliato,offeso sui giornali e messo dietro una scrivania a fare niente quando ha lasciato la conduzione. Nessuno di loro è stato avvisato all’improvviso con una telefonata, mentre si trovava in vacanza, che non avrebbe più svolto le stesse mansioni senza che altre fossero concordate prima.
Ci vuole più rispetto delle storie personali e meno arroganza. Più confronto e meno emarginazione di tanti ottimi professionisti. Il Tg1 ha bisogno di ritrovare quella credibilità che ha perso e recuperare quel pubblico che lo ha abbandonato. Serve però un cambio di rotta,come ha detto l’AGCOM e non è con le sole esibizioni muscolari che si dirige una redazione e si fa buon giornalismo. Grazie a tutti i colleghi che mi hanno espresso la loro solidarietà.
Tiziana Ferrario
31 DICEMBRE 2010
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